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La road map è pronta - Sei centrali in 20 anni
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AAA nuovi siti cercansi
Tutti gli esperti concordano sul fatto che i vecchi siti in via di smantellamento, da Caorso a Trino Vercellese, a Garigliano e Latina, non possono essere riutilizzati.
Tra l’altro la bonifica di questa aree con la demolizione completa degli impianti e la messa in sicurezza dei «rifiuti» radioattivi, secondo i piani della Sogin (la società del Tesoro a cui è stato affidato questo compito) non sarà completata prima del 2020.
Solo il sito piemontese potrebbe essere pronto in tempo utile, visto che qui i programmi sono in uno stato più avanzato e si finirà proprio nel 2013. Anche le località indicate da un vecchio piano Enel degli anni ‘80 (Leri Cavour, la provincia di Alessandria, Viadana, San Benedetto Po, Manduria e Nardò) difficilmente potrebbero essere «resuscitati».
Quali zone scegliere? E’ presto per dirlo e certamente sino all’ultimo si cercherà di mantenere il segreto.
Secondo gli esperti, però, il primo criterio da tener presente è quello del mercato.
Quindi i nuovi impianti dovranno essere collocati dove il consumo di energia è maggiore: 3 nuove centrali dovrebbero essere collocate al Nord, 2 al Centro ed una al Sud.
Possibilmente vicino al mare o a grandi fiumi (Po, Arno o Tevere) per consentire il raffreddamento degli impianti. Da scartare l’ipotesi Albania evocata dal ministro Tremonti: per i tecnici sarebbe solo un ripiego, perché si otterrebbero pochi megawatt.
sabato 24 maggio 2008
La road map è pronta - Sei centrali in 20 anni
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